Riso rosso fermentato: una statina travestita da integratore

In breve

Il riso rosso fermentato è vietato in Svizzera, né come derrata alimentare né come medicamento autorizzato. La ragione è raramente spiegata correttamente: non è perché sarebbe inefficace, è perché funziona. Il suo principio attivo, la monacolina K, è chimicamente identico alla lovastatina, un medicamento ipocolesterolemizzante dispensato su prescrizione. Una meta-analisi di 14 studi in doppio cieco riporta del resto un calo medio del LDL di circa 36 mg/dl, ossia l’ordine di grandezza di un trattamento a bassa dose. Preso senza prescrizione, è dunque una statina senza foglietto illustrativo, senza controllo epatico e senza garanzia di tenore.

Chicchi di riso fermentato rosso che escono da un piccolo barattolo di vetro su una superficie di legno scuro
Il riso fermentato da Monascus purpureus produce monacolina K (illustrazione).

Cercate questo argomento in Svizzera e non troverete quasi nulla: qualche decina di risultati, una scheda ufficiale e un articolo di stampa. Il vuoto colpisce per un prodotto che migliaia di persone riportano dalla Francia, dall’Italia o dalla Germania, convinte di acquistare un’alternativa dolce ai medicamenti anticolesterolo.

Questo articolo spiega che cosa contiene realmente questo prodotto, che cosa mostrano gli studi e perché l’argomento «è naturale, quindi è più sicuro» qui si ribalta completamente. SwiLab non vende questo prodotto: questo contenuto è puramente informativo e non sostituisce il parere del vostro medico.

Riso rosso fermentato: di che cosa si parla

Un riso fermentato

Si tratta di riso sul quale si fa crescere una muffa, Monascus purpureus, che gli conferisce il suo colore rosso caratteristico. Questo procedimento è antico e documentato in Asia, sia come colorante alimentare sia nella farmacopea tradizionale. La fermentazione produce composti chiamati monacoline.

Il principio attivo

Fra questi composti, uno domina: la monacolina K. È lei a portare l’effetto sul colesterolo, ed è lei a porre tutta la questione normativa. Un prodotto il cui tenore di monacolina K è basso non avrà quasi effetto; un prodotto in cui è elevato agirà, ma diventerà allora qualcosa di diverso da un alimento.

Il fatto che quasi nessuno enuncia chiaramente

Un’identità chimica, non una somiglianza

La monacolina K non è «paragonabile» a un medicamento: è chimicamente identica alla lovastatina, una statina autorizzata come medicamento e dispensata su prescrizione. Non è un’analogia didattica, è la stessa molecola. È esattamente il motivo indicato dalle autorità svizzere, che rilevano come questo prodotto contenga sostanze farmacologicamente attive.

La conseguenza logica

Se prendete una capsula di riso rosso fermentato dosata in monacolina K, prendete una statina. La differenza con la prescrizione non è la natura del prodotto, è l’assenza di tutto ciò che accompagna normalmente una statina: indicazione posta da un medico, dose adattata, informazione sulle interazioni, sorveglianza degli enzimi epatici e dei dolori muscolari.

Che cosa mostrano realmente gli studi

La meta-analisi disponibile

Una revisione sistematica ha riunito 14 studi clinici in doppio cieco condotti su persone con colesterolo elevato, su durate da 4 a 24 settimane[1]. È un corpus di buona qualità metodologica, poiché il doppio cieco limita gli effetti di attesa.

I risultati

Il consumo di estratto di riso rosso fermentato si accompagnava a un calo medio del LDL di circa 36 mg/dl, ossia quasi 0,9 mmol/l, e a un calo del colesterolo totale di circa 37 mg/dl[1]. Nessun effetto significativo è stato osservato su HDL, trigliceridi e apolipoproteine.

Come leggere questa cifra

È qui che il ragionamento diventa interessante. Un calo di LDL di questo ordine corrisponde a ciò che ci si attende da un trattamento ipolipemizzante a bassa dose. In altri termini, l’efficacia osservata è la prova stessa del carattere di medicamento del prodotto. Non si può rivendicare l’effetto di una statina e lo statuto di un alimento.

ParametroRisultato della meta-analisi
Colesterolo LDLCalo medio di circa 36 mg/dl
Colesterolo totaleCalo medio di circa 37 mg/dl
HDL, trigliceridi, apolipoproteineNessun effetto significativo
Durata degli studiDa 4 a 24 settimane
Statuto in SvizzeraNé derrata alimentare né medicamento autorizzato

Perché la Svizzera lo vieta

I due motivi ufficiali

Il primo è quello appena visto: la presenza di sostanze farmacologicamente attive, riservate dalla legge ai medicamenti. Il secondo è tossicologico: la fermentazione può produrre citrinina, una sostanza indesiderata la cui presenza dipende dalle condizioni di produzione. In Svizzera questo prodotto non è quindi autorizzato né come derrata alimentare né come medicamento.

Il problema della dose reale

Un punto aggrava il quadro e riguarda direttamente chi compra. Il tenore di monacolina K varia fortemente da un lotto e da un fabbricante all’altro, poiché dipende da un processo biologico. Due confezioni con la stessa etichetta possono quindi fornire dosi diverse. Nessun paziente sotto statina accetterebbe una compressa il cui dosaggio varia senza che gliene sia detto nulla.

La coerenza con il resto

Questo divieto non è isolato. La Svizzera applica la stessa logica ad altre sostanze il cui effetto rientra nel medicamento, e anche la normativa europea ha stretto l’inquadramento delle monacoline. Il ragionamento è costante: oltre un certo livello di attività, una sostanza cambia categoria giuridica.

La questione della sicurezza, onestamente

Che cosa dicono i dati disponibili

Sarebbe disonesto agitare un pericolo che gli studi non mostrano. La meta-analisi conclude che l’estratto è stato considerato una scelta sicura, senza effetti indesiderati frequenti né minacciosi negli studi analizzati[1]. Un sistema di sorveglianza relativo a un prodotto largamente diffuso riporta dal canto suo un tasso di effetti indesiderati segnalati molto basso, dell’ordine dello 0,04 % dei consumatori esposti[2].

La riserva che accompagna questa cifra

Questo dispositivo di sorveglianza è stato istituito e gestito dall’impresa che commercializza il prodotto[2]. Non è squalificante di per sé, e questi sistemi volontari hanno la loro utilità, ma merita di essere saputo: il dato di sicurezza più spesso citato su questo prodotto proviene dal suo fabbricante, sulla base di segnalazioni spontanee, il che sottostima strutturalmente gli effetti indesiderati.

Ciò che resta vero

Gli effetti indesiderati delle statine sono noti, in particolare muscolari ed epatici. Non c’è alcuna ragione di pensare che la stessa molecola presa senza sorveglianza ne sia priva. La differenza non è nel rischio, è nella rilevazione: sotto prescrizione si sorveglia; in libera vendita nessuno sorveglia nulla.

Che cosa resta possibile e legale qui

La via medica

Se il vostro colesterolo è elevato, il tema appartiene al vostro medico. A seconda del rischio cardiovascolare complessivo, la condotta può andare dalla sola modifica dello stile di vita a un trattamento, con un monitoraggio. Questo percorso ha il vantaggio di essere inquadrato, rimborsato secondo i casi, e di poggiare su molecole di cui si conosce la dose.

Le leve alimentari riconosciute

Alcune indicazioni sulla salute sono autorizzate e documentate, come il contributo degli steroli e degli stanoli vegetali al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue, o quello delle fibre solubili dell’avena. Questi effetti sono più modesti di quelli di un medicamento, ma sono legali, misurati e senza ambiguità di statuto.

Il caso del riso rosso fermentato riassume da solo una confusione molto diffusa. «Naturale» non vuol dire «debole»: qui il prodotto contiene esattamente la molecola di un medicamento su prescrizione, a una dose che varia senza che l’acquirente lo sappia. È proprio perché agisce che non ha posto sugli scaffali.

Se il tema cardiovascolare vi interessa, due articoli completano questo: il nostro dossier sull’omocisteina, un marcatore spesso frainteso, e quello dedicato al coenzima Q10, spesso evocato dalle persone sotto statine.

Domande frequenti

Il riso rosso fermentato è vietato in Svizzera?

Sì. Non è autorizzato né come derrata alimentare né come medicamento. Vengono addotti due motivi: contiene sostanze farmacologicamente attive, in particolare la monacolina K, e la sua fermentazione può produrre citrinina, una sostanza indesiderata. La sua vendita e la sua promozione non sono quindi lecite qui, mentre prodotti che lo contengono restano disponibili in alcuni Paesi vicini.

È davvero la stessa cosa di una statina?

Per il suo principio attivo, sì. La monacolina K è chimicamente identica alla lovastatina, una statina dispensata su prescrizione. Non è una somiglianza ma un’identità molecolare. La differenza con un medicamento non sta quindi nella natura del prodotto, ma nell’assenza di un’indicazione posta, di una dose controllata, di informazioni sulle interazioni e di una sorveglianza epatica e muscolare.

Fa scendere il colesterolo?

Sì, ed è proprio questo il problema. Una meta-analisi di 14 studi in doppio cieco riporta un calo medio del LDL di circa 36 mg/dl e del colesterolo totale di circa 37 mg/dl, senza effetto significativo su HDL e trigliceridi. Questo ordine di grandezza corrisponde a quello di un trattamento ipolipemizzante a bassa dose, il che conferma la natura farmacologica del prodotto piuttosto che uno statuto alimentare.

Posso portarlo dalla Francia o dall’Italia?

Un prodotto vietato qui non diventa lecito perché è stato acquistato altrove, e le importazioni private di sostanze non autorizzate possono essere bloccate. Al di là dell’aspetto normativo, il rischio pratico resta lo stesso: assumereste una statina a dose variabile, senza controlli. Se il vostro obiettivo è abbassare il colesterolo, la via medica è più sicura e più efficace.

È pericoloso?

Gli studi analizzati non hanno rilevato effetti indesiderati frequenti o minacciosi, e un sistema di sorveglianza riporta un tasso di segnalazioni molto basso. Si impongono due riserve: questo dispositivo è stato istituito dall’impresa che commercializza il prodotto, e le segnalazioni spontanee sottostimano strutturalmente gli effetti indesiderati. Trattandosi della stessa molecola di una statina, non c’è motivo di crederla priva dei suoi effetti noti.

Si può prendere insieme a una statina prescritta?

No, ed è lo scenario più preoccupante. Equivale a sommare due volte la stessa classe di molecola, spesso all’insaputa del medico, il che aumenta il rischio di effetti muscolari ed epatici. Più in generale, ogni integratore va menzionato in visita, allo stesso titolo di un medicamento. L’omissione è frequente perché la parola integratore suggerisce a torto l’innocuità.

Perché la dose varia da una confezione all’altra?

Perché la monacolina K è prodotta da una fermentazione, un processo biologico sensibile alle condizioni di coltura. Il tenore dipende quindi dal ceppo, dal substrato e dal procedimento, e può variare da un lotto e da un fabbricante all’altro. È accettabile per un colorante alimentare, molto meno per una sostanza che agisce come un medicamento: nessun paziente accetterebbe una compressa dal dosaggio incerto.

Che cosa fare invece se il mio colesterolo è elevato?

Parlarne con il vostro medico, che valuterà il vostro rischio cardiovascolare complessivo prima di proporre una condotta, dal solo stile di vita al trattamento seguito. Sul versante alimentare, alcune indicazioni sono autorizzate e documentate, come il contributo degli steroli e degli stanoli vegetali al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue o quello delle fibre solubili dell’avena. Gli effetti sono più modesti di un medicamento, ma lo statuto è chiaro.

Fonti e riferimenti (verificati su PubMed)

2 fonti scientifiche + fonte istituzionale
  1. Trogkanis E., Karalexi M.A., Sergentanis T.N., Kornarou E., Vassilakou T. (2024). Safety and Efficacy of the Consumption of the Nutraceutical “Red Yeast Rice Extract” for the Reduction of Hypercholesterolemia in Humans: A Systematic Review and Meta-Analysis. | Nutrients | 14 studi in doppio cieco, da 4 a 24 settimane: calo medio del LDL di circa 36 mg/dl e del colesterolo totale di circa 37 mg/dl, senza effetto su HDL, trigliceridi e apolipoproteine
  2. Banach M., Katsiki N., Latkovskis G. et al. (2021). Postmarketing nutrivigilance safety profile: a line of dietary food supplements containing red yeast rice for dyslipidemia. | Archives of Medical Science | sistema di nutrivigilanza volontario su oltre 2,2 milioni di consumatori esposti: 542 casi segnalati, ossia lo 0,037 %; dispositivo istituito e gestito dall’impresa che commercializza il prodotto
  3. Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) | Monascus purpureus (riso rosso fermentato). | admin.ch | sostanze farmacologicamente attive e rischio di citrinina; prodotto non autorizzato né come derrata alimentare né come medicamento in Svizzera